Retrogusti parla di noi, vignaiole FIVI

Retrogusti, 31 luglio 2026

Il sole colpisce come un maglio rovente. Le cicale stordiscono con il loro canto forsennato. C’è una terra tra i due mari che è immediatamente immagine del caldo Mezzogiorno. Ma c’è anche una Calabria che continua a sorprendere chi la osserva con attenzione. Non quella delle cartoline azzurre del Mediterraneo o dei luoghi comuni da Sud distratto e indifferente. Ma quella delle vigne che risalgono le montagne della Sila, delle brezze che attraversano il Cirò, delle terrazze affacciate sullo Ionio e dei piccoli appezzamenti recuperati dall’abbandono. È una Calabria dove il vino sta cambiando volto e dove, sempre più spesso, quel cambiamento porta la firma di una donna.

Tra le aziende della delegazione calabrese della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti emerge infatti una presenza femminile. Che non ha il sapore della semplice rappresentanza. Sono produttrici che dirigono aziende, seguono i vigneti, curano la comunicazione, l’export, l’accoglienza e, soprattutto, interpretano un patrimonio viticolo antichissimo con uno sguardo moderno. Non una rivoluzione costruita a tavolino, ma un passaggio generazionale il cui ingrediente speciale è il verificarsi con sorprendente naturalezza.

È il caso delle Tenute Pacelli, dove la storia familiare attraversa oltre un secolo di trasformazioni. Dall’allevamento dei bachi da seta ai campi di grano, fino alla nascita della moderna azienda vitivinicola, la famiglia ha saputo reinterpretare un patrimonio nobiliare. Oggi sono soprattutto Carla e Laura Pacelli a dare un’impronta internazionale al progetto, affiancando l’attività produttiva a una visione che guarda alla comunicazione, all’ospitalità e all’enoturismo. Il recupero del castello di famiglia e il progetto di un relais rappresentano, infatti, l’idea di un vino che diventa esperienza, cultura e accoglienza.